L'articolo in questione è, nel suo genere, un
capolavoro.
Trattasi della trasposizione "giornalistica" di uno studio di NOMISMA (
sì, avete capito bene, quella di Prodi) nel quale, come in un
campionato mondiale di arrampicata sugli specchi, si cerca disperatamente e maldestramente di dare a bere agli animi semplici il concetto per cui il
carbone sarebbe
amico dell'ambiente.
Parlano di basse emissioni di polveri sottili rispetto al traffico (3% contro 42%) senza specificare che le micro- e nanopelveri emesse dal traffico urbano sono di diametro assai maggiore (PM10), e per questo molto meno
volatili quindi
pericolose di quelle emesse da centrali termoelettriche, cementifici ed inceneritori di rifiuti (dal PM 2,5 fino al PM 0,01).
Parlano di
"zero impatto" riguardo ai metalli pesanti sui suoli agricoli, ovviamente omettendo di citare i due biomonitoraggi effettuati nel 2005 e nel 2006 i quali certificano, in maniera del tutto incontrovertibile, delle
concentrazioni tutt'altro che trascurabili di metalli pesanti quali ARSENICO, VANADIO, ZINCO, CADMIO e via dicendo.
Parlano di
economicità della produzione energetica da combustione del carbone senza fare il minimo accenno alle
spese sanitarie conseguenti all'aumento dell'insorgenza di malattie quali asma, broncopneumopatie, enfisema e svariati tipi di cancro
(cancro al polmone, linfomi, mielomi, leucemie e policitemia), in relazione alle quali il carbone è il principale indiziato.
Riportano, in maniera chiaramente
falsa e
strumentale, i dati sull'aumento e i consumi di carbone omettendo di specificare che detti aumenti sono dovuti alla mancanza di politiche ambientali serie e lungimiranti in Cina ed in India, i due colossi economici emergenti che ben presto dovranno fare i conti con la scelleratezza delle loro scelte in materia di produzione energetica.
Non dicono che nel mondo occidentale il consumo di carbone è in netto calo: la Germania ha dichiarato che entro il 2030 sarà in grado di produrre energia da fonti rinnovabili per un equivalente del
45% del proprio fabbisogno.
Non dicono che, ad oggi, la principale fonte di produzione energetica è l'eolico, che nel 2006
ha superato il nucleare. Questo i signori di NOMISMA non lo sanno o, se lo sapevano, si sono guardati bene dal farlo sapere alla gente.
Parlano di coesistenza di centrali a carbone ed agricoltura di pregio, parlano di convivenza possibile con le popolazioni evitando accuratamente di tirare in causa le numerose vertenze territoriali che vedono cittadini determinati a far rispettare i propri diritti sanciti dalla Costituzione e da numerose leggi comunitarie, in primis il
"principio di precauzione": a Gualdo Cattaneo, a Civitavecchia, a Tarquinia, a Brindisi, a Genova e a Porto Tolle la gente si organizza per scongiurare i pericolio derivanti dalla messa in funzione di queste fabbriche di devastazione e morte. Spesso con risultati incoraggianti, come la recente
condanna in appello degli ex dirigenti della centrale Polesine Camerini.
Ma la chicca vera e propria arriva a fine articolo.
Citiamo testualmente:
"La percezione del carbone resta però negativa, non pensando che persino in farmacia si dispensano i carboni attivi e nell'agricoltura tradizionale i contadini utilizzavano come fertilizzanti le ceneri; è dunque lo scarto della combustione a concimare i terreni, non a degradarli".
Le cose sono due: o l'autore del comunicato stampa è un bambino di terza elementare che, magari distratto dal
volo delle rondini, per un attimo ha dimenticato che
carbone fossile e
carbone vegetale sono
due cose ben diverse, oppure è un adulto che in maniera
subdola e
diabolica ha tentato di
confondere le idee a quella larga schiera di persone inesperte che
in buona fede tendono a credere a ciò che viene veicolato dai tradizionali mezzi di informazione.
Mettere sullo stesso piano le ceneri tossiche delle centrali a carbone e la cenere del caminetto domestico è cosa quantomeno
rivoltante.
In un simile contesto scrivere che in farmacia
"dispensano carboni attivi" senza specificare che si tratta di
carbone vegetale, ottenuto dalla cottura della legna in assenza di aria (come fanno vedere nella rievocazione della
"cotta del carbone" a Pomonte), ben diverso dal
carbone fossile estratto a centinaia di metri di profondità nelle minierie cinesi o indonesiane, contenente salubri principi attivi quali
arsenico, mercurio, cadmio e radon (isotopo in forma gassosa dell'
uranio che rende il carbone fossile
radiattivo)
è un
giochetto da squallidi prestigiatori d'avanspettacolo.
La cosa tragica è che qualcuno, in buona fede, avrà abboccato all'esca e magari ora è convinto che dalle ciminiere della centrale di Ponte di Ferro esce dell'ottimo
aerosol all'eucaliptolo.
Non ci avventuriamo in ulteriori considerazioni, anche se si potrebbero riempire diverse pagine sull'argomento.
Ci auguriamo che, un giorno non lontano, la legge sia determinata a
sanzionare un simile uso dell'informazione.
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