sabato 27 giugno 2009

Un altro evento da non perdere...

Siete tutti invitati all'incontro in memoriam che si terrà domenica 5 luglio 2009, ore 17:00, presso la Sala Noceta a Gualdo Cattaneo (PG) dal titolo "LE NOTE DEL PASSO LEGGERO - Omaggio a Vladimiro Mantini".

Musica e poesia, ambiente e salute pubblica: idee, parole e vibrazioni per ricordare il fondatore del Comitato per l’Ambiente di Gualdo Cattaneo ad un anno dalla morte.

Interverrà il Dr. Roberto Romizi (Presidente ISDE Italia - Medici per l’Ambiente).

Saranno presenti delegazioni di comitati civici provenienti da tutta Italia.

Per scaricare la locandina in PDF CLICCARE QUI.



martedì 19 maggio 2009

Umberto Guidoni sul problema della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo

L'eurodeputato Umberto Guidoni parla dell'interrogazione scritta appena presentata alla Commissione Europea sul problema ambientale e sanitario collegato con l'attività della centrale a carbone "P. Vannucci" di Gualdo Cattaneo.



GRAZIE UMBERTO!!!

PS: per scaricare il testo in PDF dell'interrogazione CLICCARE QUI.


venerdì 1 maggio 2009

Ma il cielo è sempre più... NERO!!!

venerdì 27 marzo 2009

Solo se avete lo stomaco buono: LEGGETE ATTENTAMENTE

In fondo a questo post è riportato un articolo pubblicato un mese fa dal Corriere dell'Umbria, quotidiano a diffusione regionale che - sia detto senza intenti polemici - non manca mai di pubblicare i nostri comunicati anche se a noi riserva quasi sempre un trafiletto a fondo pagina mentre ad ENEL, ai suoi giannizzeri, e a frivolezze del tipo "i 10 anni da Sindaco di Valentino Valentini" concede ampio spazio e ottima visibilità.

L'articolo in questione è, nel suo genere, un capolavoro.
Trattasi della trasposizione "giornalistica" di uno studio di NOMISMA (sì, avete capito bene, quella di Prodi) nel quale, come in un campionato mondiale di arrampicata sugli specchi, si cerca disperatamente e maldestramente di dare a bere agli animi semplici il concetto per cui il carbone sarebbe amico dell'ambiente.
Parlano di basse emissioni di polveri sottili rispetto al traffico (3% contro 42%) senza specificare che le micro- e nanopelveri emesse dal traffico urbano sono di diametro assai maggiore (PM10), e per questo molto meno volatili quindi pericolose di quelle emesse da centrali termoelettriche, cementifici ed inceneritori di rifiuti (dal PM 2,5 fino al PM 0,01).
Parlano di "zero impatto" riguardo ai metalli pesanti sui suoli agricoli, ovviamente omettendo di citare i due biomonitoraggi effettuati nel 2005 e nel 2006 i quali certificano, in maniera del tutto incontrovertibile, delle concentrazioni tutt'altro che trascurabili di metalli pesanti quali ARSENICO, VANADIO, ZINCO, CADMIO e via dicendo.
Parlano di economicità della produzione energetica da combustione del carbone senza fare il minimo accenno alle spese sanitarie conseguenti all'aumento dell'insorgenza di malattie quali asma, broncopneumopatie, enfisema e svariati tipi di cancro (cancro al polmone, linfomi, mielomi, leucemie e policitemia), in relazione alle quali il carbone è il principale indiziato.
Riportano, in maniera chiaramente falsa e strumentale, i dati sull'aumento e i consumi di carbone omettendo di specificare che detti aumenti sono dovuti alla mancanza di politiche ambientali serie e lungimiranti in Cina ed in India, i due colossi economici emergenti che ben presto dovranno fare i conti con la scelleratezza delle loro scelte in materia di produzione energetica.
Non dicono che nel mondo occidentale il consumo di carbone è in netto calo: la Germania ha dichiarato che entro il 2030 sarà in grado di produrre energia da fonti rinnovabili per un equivalente del 45% del proprio fabbisogno.
Non dicono che, ad oggi, la principale fonte di produzione energetica è l'eolico, che nel 2006 ha superato il nucleare. Questo i signori di NOMISMA non lo sanno o, se lo sapevano, si sono guardati bene dal farlo sapere alla gente.
Parlano di coesistenza di centrali a carbone ed agricoltura di pregio, parlano di convivenza possibile con le popolazioni evitando accuratamente di tirare in causa le numerose vertenze territoriali che vedono cittadini determinati a far rispettare i propri diritti sanciti dalla Costituzione e da numerose leggi comunitarie, in primis il "principio di precauzione": a Gualdo Cattaneo, a Civitavecchia, a Tarquinia, a Brindisi, a Genova e a Porto Tolle la gente si organizza per scongiurare i pericolio derivanti dalla messa in funzione di queste fabbriche di devastazione e morte. Spesso con risultati incoraggianti, come la recente condanna in appello degli ex dirigenti della centrale Polesine Camerini.

Ma la chicca vera e propria arriva a fine articolo.
Citiamo testualmente: "La percezione del carbone resta però negativa, non pensando che persino in farmacia si dispensano i carboni attivi e nell'agricoltura tradizionale i contadini utilizzavano come fertilizzanti le ceneri; è dunque lo scarto della combustione a concimare i terreni, non a degradarli".
Le cose sono due: o l'autore del comunicato stampa è un bambino di terza elementare che, magari distratto dal volo delle rondini, per un attimo ha dimenticato che carbone fossile e carbone vegetale sono due cose ben diverse, oppure è un adulto che in maniera subdola e diabolica ha tentato di confondere le idee a quella larga schiera di persone inesperte che in buona fede tendono a credere a ciò che viene veicolato dai tradizionali mezzi di informazione.
Mettere sullo stesso piano le ceneri tossiche delle centrali a carbone e la cenere del caminetto domestico è cosa quantomeno rivoltante.
In un simile contesto scrivere che in farmacia "dispensano carboni attivi" senza specificare che si tratta di carbone vegetale, ottenuto dalla cottura della legna in assenza di aria (come fanno vedere nella rievocazione della "cotta del carbone" a Pomonte), ben diverso dal carbone fossile estratto a centinaia di metri di profondità nelle minierie cinesi o indonesiane, contenente salubri principi attivi quali arsenico, mercurio, cadmio e radon (isotopo in forma gassosa dell'uranio che rende il carbone fossile radiattivo) è un giochetto da squallidi prestigiatori d'avanspettacolo.
La cosa tragica è che qualcuno, in buona fede, avrà abboccato all'esca e magari ora è convinto che dalle ciminiere della centrale di Ponte di Ferro esce dell'ottimo aerosol all'eucaliptolo.
Non ci avventuriamo in ulteriori considerazioni, anche se si potrebbero riempire diverse pagine sull'argomento.
Ci auguriamo che, un giorno non lontano, la legge sia determinata a sanzionare un simile uso dell'informazione.






(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

venerdì 6 marzo 2009

L'insostenibile lungimiranza di Bottini

In Umbria siamo veramente fortunati.

Mentre in altre realtà italiane la gestione del ciclo dei rifiuti è affidato a gentaglia ideologizzata che si ostina a voler riciclare i rifiuti (e ci riesce in maniera non solo ecosostenibile MA ANCHE altamente redditizia), la terra di San Francesco beneficia della straordinaria competenza di indiscutibili luminari quali l'Assessore all'Ambiente Bottini ed il presidente della GESENU Antonielli i quali sostengono che l'incenrimento dei rifiuti è cosa indispensabile.
Antonielli ha perfino affermato in una recente intervista che differenziare il residuo secco comporterebbe dei costi elevatissimi. Guardate il video e giudicate voi stessi:

lunedì 2 marzo 2009

Fantascienza targata NOMISMA



E' duro constatare tristemente come nel nostro Paese siano diffuse, in materia di politica ambientale ed energetica, delle posizioni pregiudiziali, del tutto prive di fondamento scientifico, ampiamente veicolate per mezzo di proclami sensazionalistici ed aventi come unico scopo quello di influenzare l’opinione pubblica deviandone una corretta percezione della realtà.

Sostenere che la produzione energetica da combustione del carbone sia rispettosa dell’ambiente è infatti un’assurdità totale, smentita da migliaia i studi effettuati sia in Italia che all’estero da scienziati operanti in tutti i campi dello scibile umano.

E’ assurdo in quanto la combustione del carbone è responsabile dell’emissione di considerevoli quantità di metalli pesanti altamente cancerogeni quali arsenico, mercurio, vanadio, zinco, nichel e via dicendo: concentrazioni tutt’altro che trascurabili dei suddetti materiali sono state infatti state riscontrate e certificate dai due monitoraggi ambientali commissionati dal Ministero dell’Ambiente ed effettuati dalla EcoTech di Perugia nell’area circostante la centrale a carbone di Gualdo Cattaneo.

E’ assurdo considerata l’impossibilità di filtrare le polveri sottili inferiori al PM5, le cosiddette micro e nanopolveri, assai più volatili, insidiose e pericolose delle PM10.

Lo stesso gestore dell’impianto ha infitto dichiarato, in sede ufficiale, emissioni la cui presunta innocuità è ben lungi dall’essere dimostrata perfino dallo studio di Nomisma tanto sbandierato da chi si ostina, nell’anno 2009, a volersi arroccare a difesa del carbone.

La dirigenza della centrale di Bastardo spieghi pertanto l'innocuità per la salute pubblica delle seguenti emissioni annuali della centrale stessa, tratte dal registro INES della Commissione Europea dell'anno 2002: arsenico 62,8 kg, mercurio 24,5 kg, nichel ben 151,2 kg e polveri 151 tonnellate. Dal 2003 scompaiono "misteriosamente" i dati su arsenico e mercurio, ma abbiamo 110,6 tonnellate di polveri e 424,8 kg di zinco. Nel 2004 le polveri passano a 101 tonnellate, ma lo zinco aumenta fino a 427,1 kg. La tendenza si conferma nel 2005, con 90 tonnellate di polveri e ben 660.4 kg di zinco.

Spieghino perché in frazione Bivio Pozzo i livelli delle PM10 sono gli stessi di quelli misurati a Perugia Fontivegge (dato ARPA).

Dichiarino ufficialmente, se veramente sono padroni dell’argomento come vogliono far credere, che l’emissione di 2074 tonnellate di ossidi di azoto e 4755 tonnellate di ossidi di zolfo è cosa innocua per l’ambiente e la salute umana.

La fonte APAT è verificabile da chiunque al sito http://www.eper.sinanet.apat.it.

Non si comprende il motivo per cui, mentre gli organi di informazione ufficiale di tutto il mondo (Italia inclusa) sono concordi nel definire il carbone la principale causa di inquinamento globale, all’improvviso salti fuori uno studio che pretende di far credere il contrario confondendo persone che, in buona fede, cercano di informarsi per capire la realtà delle cose.

Ricordiamo che, nella fattispecie, la Centrale a carbone di Gualdo Cattaneo, oltre a comportare anche problemi di inquinamento acustico (gli abitanti del Capolouogo e della frazione Ponte di Ferro conoscono bene il problema soprattutto nei mesi estivi, nei quali risulta praticamente impossibile dormire con le finestre aperte a causa del continuo ronzio di sottofondo proveniente dall’impianto) rappresenta un’antieconomicità in quanto fortemente limitante per lo sviluppo delle vere risorse del territorio, vale a dire la filiera enogastronomica, il turismo ed il mercato immobiliare di pregio che a Gualdo Cattaneo non prende piede a causa della presenza di quello che ai sensi di legge è un impianto insalubre di prima categoria annoverato fra l’altro nella “top 100” delle brutture che deturpano il paesaggio italiano al concorso nazionale “II luoghi del cuore” all’ottantunesimo posto in classifica.

In risposta a ciò il Comitato, passando alla fase propositiva, ha elaborato – grazie alla collaborazione di ingegneri esperti del settore - un progetto di conversione dell’area della centrale in un parco solare composto da ben undici impianti fotovoltaici in grado di fornire energia ad un bacino di utenza di circa quattromila famiglie.

Il progetto verrà consegnato al Sindaco Giancarlini entro pochi giorni in modo tale che possa organizzare un Consiglio Comunale ad hoc per discutere di questa straordinaria opportunità per il territorio.

Teniamo a precisare che la produzione energetica da fonti rinnovabili ecosostenibili è uno dei punti cardine della presidenza di Barak Obama: mentre in Italia si è rimasti alla preistoria del carbone e si pensa di procedere verso il medioevo del nucleare, c’è qualcuno oltreoceano che sa guardare con concretezza, ottimismo e senso pratico al futuro.

martedì 13 gennaio 2009

Dalle PAROLE ai FATTI

Il coacervo di geronto-pluto-burocrati che amministra il Bel Paese sembra non volerne proprio sapere di fare le cose nell'interesse della gente che ha dato loro da sedere sugli scranni da loro occupati in maniera indebita in quanto conquistati grazie ad una legge elettorale del tutto illegittima.

Per loro somma sfortuna, però, l'Italia è un Paese membro della Comunità Europea.

Quindi, d'ora in avanti, le associazioni civiche per la tutela dei territori e dei diritti fondamentali del cittadino dovranno avere Bruxelles come unico interlocutore.
A nulla varranno i tentativi truffaldini di sottrarre alle competenze della Commissione Europea materie quali le politiche ambientali e via dicendo: la recente figuraccia di Donna Stefania e la sonora lavata di capo fattale da Sarkozy ne sono una fulgida esemplificazione.

Orbene, questi individui i quali, nella loro totale, manifesta e caprina ignoranza mista a malafede, pretendono di decidere sulla nostra pelle forti solo di un mandato che - lo ribadiamo con forza - è del tutto ILLEGITTIMO, stanno modificando, con l'avallo di quell'ammasso putrido e lumacoso che si auto definisce "opposizione", anche la legge elettorale per gli europarlamentari, che finora venivano scelti col "proporzionale secco".
La soglia di sbarramento al 4 o 5% fortemente voluta dallo psiconano e che tanto piace anche a Topo Gigio ha l'unico scopo di spazzare via definitivamente tutte le forze politiche che - pur con tutte le riserve possibili - ancora mantengono un atteggiamento pur debolmente difensivo nei confronti di ciò che è patrimionio pubblico, vale a dire ambiente, istruzione, sanità, energia etc.

Ragion per cui si rende necessario intensificare i rapporti con gli europarlamentari stranieri militanti nelle forze politiche apertamente schierate a tutela dei beni comuni.

Eurodeputati francesi, belgi, austriaci, sloveni, estoni, finlandesi, svedesi, perfino maltesi e ciprioti: la tragica realtà è che potremo contare solo sul loro aiuto.


Iniziamo quindi con una bella denuncia alla Commissione Europea con relativa richiesta di sanzione al governo italiano. Qui di seguito pubblichiamo il testo integrale dell'esposto appena inoltrato alla Commissione da Roberto Pirani della Rete Nazionale Rifiuti Zero.

*** *** ***

DENUNCIA ALLA
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE RIGUARDANTE INADEMPIMENTI DEL DIRITTO COMUNITARIO DA PARTE DEL GOVERNO ITALIANO IN MATERIA DI INCENTIVAZIONE AD ENERGIE RINNOVABILI, DIVIETO AIUTO DI STATO, DIRETTIVA RIFIUTI.

Gentili Signori,

vi comunico che la Camera del Parlamento della Repubblica Italiana, in data 16 dicembre 2008 (www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0016260.pdf) ha approvato il decreto legge del n.172 del 6 novembre 2008 relativo “l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale”.
Tale decreto è stato definitivamente convertito in legge per mano del Senato della Repubblica con atto n. 1280 del 22 dicembre 2008.
La legge è la n.210 del 30 dicembre 2008 (www.parlamento.it/parlam/leggi/08210l.htm) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.2 del 3 gennaio 2009. Tale provvedimento contiene interventi, validi per altre Regioni d’Italia e non solo per la Campania, in spregio a nostro avviso alle normative europee 2001/77 relative all’incentivazioni delle fonte d’energia rinnovabili, alle norme del Trattato relative al divieto di aiuti di Stato, nonché al rispetto della gerarchia d’intervento della direttiva Rifiuti recentemente approvata dal Parlamento Europeo. Nel dl 172 all’articolo 9 (incentivi per la realizzazione degli inceneritori) vengono confermati gli incentivi cosiddetti “Cip6” all’incenerimento della parte non biodegradabile dei rifiuti ed alle cosiddette “fonti assimilate”.
Gli incentivi Cip6 verranno riconosciuti a tutti gli impianti in costruzione o entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2008. Vengono altresì confermati per la quota del 51% gli incentivi sottoforma di “Certificati Verdi” a tutte le forme d’incenerimento (sia rifiuti tal quali residui da raccolta differenziata che per il cosiddetto “combustibile da rifiuti” ). Questo sia che si tratti di rifiuti non biodegradabili che biodegradabili. Che si tratti d’impianti per produzione d’energia rinnovabile quindi che citato testualmente nel testo “non rinnovabile”.

Questi incentivi all’incenerimento che alterano il mercato, è stato calcolato, comporteranno una ulteriore spesa sulle bollette dei cittadini pari a 2 miliardi di euro che anziché alle fonti realmente rinnovabili andranno all’incenerimento di rifiuti anche per la parte non rinnovabile sottoforma di Cip6 e cosidetti “Certificati Verdi”.
Di questi contributi circa 1.6 miliardi di euro, è stato calcolato verranno inviati per i costruendi inceneritori nella Regione Sicilia, dove si progetta di bruciare il 65% dei rifiuti solidi urbani prodotti (
www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/11/sicilia-inceneritore-sprechi.shtml), mentre la legge nazionale italiana indica nell’obiettivo di legge del 65% la percentuale di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2012 (il contrario) e quella europea sulla parte urbana del 50% a livello continentale sugli urbani e del 70% per gli industriali.
Nella legge in questione (articolo 9-ter) viene inoltre approvato un “Piano Nazionale Inceneritori” (l’Italia ha già 50 impianti d’incenerimento funzionanti) che ricalca la proposta presentata nel luglio 2008 dalla lobby italiana del settore (Anida-Confindustria).
Nella stessa legge approvata definitivamente il 22 dicembre 2008, mentre l’Unione Europea discute della importante direttiva Biowaste sul riciclo, riutilizzo e recupero della parte organica dei rifiuti sia ai fini energetici (produzione di biogas) che della fertilizzazione naturale dei terreni agricoli, si prevede ( articolo 9-quater) invece la possibilità di immettere in fognatura rifiuti organici “provenienti dagli scarti dell’alimentazione trattati con apparecchi dissipatori di rifiuti alimentari che ne riducano la massa in particelle sottili”. T
utto ciò oltre a creare possibili problemi alle tubature e reti fognarie porta alla creazione di migliaia di tonnellate di fanghi di depurazione (con relativo problema di smaltimento e costi aggiuntivi) ed inficia l’incentivazione della raccolta differenziata degli scarti organici urbani.
Detto ciò, ricordiamo ciò che la Commissione Europea in data 20.11.2003 (risposta E-2935/03IT all’interrogazione dell’eurodeputato Monica Frassoni) ribadì con l’allora Commissario Loyola De Palacio in tema di energie rinnovabili e loro incentivazione prevista dalla direttiva 2001/77 e cioè che “la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile”.
Ciò veniva ricordato molto bene sul blog di Beppe Grillo, da lì nel dicembre 2006 fu publicizzata una petizione via internet che in Italia raccolse oltre 78.000 adesioni per l’abolizione di tali incentivi illegali secondo le normative europee. I provvedimenti diventati legge in data 22 dicembre che ripristinano tali incentivi, rappresentano a nostro avviso un aiuto di Stato illegittimo che altera il mercato a favore dell’industria degli impianti d’incenerimento a discapito del settore della produzione di energie realmente rinnovabili (solare, geotermico, idrico, eolico etc.) come è inteso da parte della normativa europea (e quindi incentivabile) ed anche una concorrenza sleale nei confronti di chi nel settore dei rifiuti si occupa di prevenzione, riciclo, recupero e trattamento rifiuti anche con produzione d’energia diversa dalla combustione (es: raccolta differenziata domiciliare, compostaggio, digestione anaerobica con produzione di biogas, trattamento meccanico biologico, centri riciclo e recupero materiali tramite estrusione-trasformazione di materiali non riciclabili etc.).
Interventi, quelli di prevenzione/riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero lo ricordiamo, che sono prioritari per la normativa UE rispetto all’incenerimento, che non rappresenta l’unica forma di trattamento e/o recupero energetico da rifiuti. L’incenerimento anche con recupero eneregetico nella gerarchia d’interventi della direttiva UE è al penultimo posto.

Vi chiediamo quindi di aprire una procedura d’infrazione verso l’Italia e annunciamo altresì che come cittadini italiani chiederemo di rivalerci nel caso di una sanzione economica da parte della Commissione Europea , verso i parlamentari che hanno votato tali provvedimenti.

In attesa di un vostro gentile riscontro,
Distinti Saluti


Roberto Pirani

sabato 10 gennaio 2009

"Socialmente Giovani" a GUALDO CATTANEO

Primo tempo:






Secondo tempo:






Visitate e diffondete anche il link originale del blog "SOCIALMENTE GIOVANI": http://socialmentegiovani.blogspot.com/2009/01/la-vertenza-di-gualdo-cattaneo-centrale.html


Ringraziamo Federico Lanzi e Alessio Ortica per il prezioso contributo apportato alla nostra battaglia.